Trieste e l’industria del cinema

Fa piacere constatare che anche la destra si accorga dell’importanza della Film Commission, dopo che con l’accoppiata Tondo-Seganti era arrivata a minacciarne la stessa esistenza. Per la nostra coalizione parlano i fatti: il centrosinistra ha raddoppiato in questi anni di governo regionale le risorse per la cultura (che ora rappresentano l’1.25% del bilancio regionale), oltre a fare tre leggi quadro ed introdurre i finanziamenti triennali per dare stabilità al settore in termini di programmazione ed occupazione. Un percorso che è fondamentale continuare, e che è uno degli asset su cui il nostro territorio può costruire il suo sviluppo, la sua immagine, il suo indotto economico. Aggiungo che quando amministravamo la città avevamo dato ai festival del cinema una location adeguata e pienamente disponibile. Poi il centrodestra ha deciso che la Tripcovich va abbandonata al suo destino e mandando così i festival del cinema a tentare difficilissime, o impossibili, compatibilità di calendario con lo Stabile e con il Verdi…. eppure sono eventi culturali di grande successo di pubblico e di critica e riconosciuti sul piano internazionale.

Mobilità ciclabile

Ho sottoscritto le richieste ai candidati di impegnarsi sulla mobilità ciclabile proposteci da Ulisse FIAB.
Lo ho fatto dopo il buon rapporto di dialogo e di coprogettazione nei 5 anni di governo della città e lo ho fatto perché ritengo importante per la nostra qualità del vivere urbano e per il nostro sviluppo turistico andare avanti in questa direzione ( a proposito di turismo l’Istria ci insegna qualcosa a proposito…..)
Ho aggiunto un proposta: quella di una sede permanente di coprogettazione degli interventi con le associazioni del settore.

Rinascita Trieste

Alcuni giorni fa su Repubblica, oggi sul Corriere, si parla di Trieste e della sua rinascita: e fa molto piacere.
I segnali ci sono, le opportunità anche e c’è da lavorarci per non perdere il colpo.
Le ragioni e i meriti? Diversi e, siamo chiari, solo in parte dipende dalla politica.
Però con soddisfazione posso ricordare la città del 2011 e la scrollata che da lì ho dato all’albero dell’immobilismo: la svolta del Porto, l’azione per Porto Vecchio, le scelte per far crescere il turismo. Il momento di oggi nasce anche da lì e ben lo ricorda l’editoriale che, sostenendo con ragione che Trieste è oggi la locomotiva del FVG, ricorda che l’ex sindaco e Zeno D’Agostino qualche anno fa piombavano a Udine a dire al mondo dell’economia friulana quanto importante fosse per tutta la regione il porto, dando un bel calcio alle divisioni di campanile.
E sono gli anni in cui Trieste con crescente frequenza ricominciava ad apparire nei media nazionali ed internazionali. Adesso: lavoriamo perché il momento favorevole continui e diventi futuro vero, solido, per i nostri giovani.

Sul lavoro a Trieste

La ricerca sul mercato del lavoro a Trieste realizzata da IRES per l’Associazione Luoghi Comuni contiene molti dati interessanti che si prestano a riflessioni e proposte. Ricordo, tra l’altro, che il tema del lavoro continua ad essere fra i più sentiti dai cittadini, che nutrono una forte attesa in proposito.
Vi trasmetto alcune prime considerazioni:

La situazione a Trieste appare in miglioramento, in particolare negli anni dal 2013 al 2016 (il 2017 lo confermerà), ed è migliore rispetto al resto della Regione. Questa è una nota positiva, rafforzata dal fatto che fra i settori che registrano le migliori performance di crescita di posti di lavoro ci sono le attività legate al turismo, come la ristorazione, l’economia del mare e l’industria nel campo dell’elettronica e del digitale.

È evidente che qui ci sia il primo risultato di scelte volte a promuovere lo sviluppo di certi settori che, prima la nostra Amministrazione della città e poi il governo regionale, hanno perseguito: il rafforzamento del turismo e del porto. Per quanto riguarda l’elettronica e l’informatica c’è la conferma di una presenza maturata nel tempo e favorita dalla qualità delle risorse umane cresciute nelle industrie e nel sistema dell’alta formazione e della ricerca: progetti come quelli di Teorema possono ampliare ulteriormente questa presenza.

Era ben diversa, lasciatemelo dire, e i dati lo dimostrano, la situazione del lavoro nel 2011 quando abbiamo assunto la guida della città. Certo la ripresa è stata generale, ma a Trieste è più marcata e si vede nei settori cui abbiamo dato una svolta!

Tuttavia ci sono anche delle criticità e ne indico tre:

-il recente ritorno al tempo determinato: esaurito l’effetto della spinta al lavoro a tempo indeterminato prodotta dagli incentivi della riforma del lavoro, si è visto un ritorno ai contratti a tempo determinato;

-ma soprattutto la crescita in part time, in cui cresce il numero di coloro che non lo scelgono per ragioni di vita o di famiglia, ma che devono accettarlo: qui probabilmente c’è in una certa misura anche una nuova modalità di sfruttamento che consiste nel far figurare, e retribuire, a part time rapporti di lavoro in realtà a tempo pieno;

-la forza lavoro invecchia: si va in pensione sempre più tardi e c’è un invecchiamento generale della società. Questo è accompagnato da un accesso al mondo del lavoro che per i nostri giovani rimane difficile.

In queste settimane di campagna elettorale, perciò, discuteremo di proposte che siano finalizzate a rafforzare questi segni positivi e a contrastare la precarietà, ben sapendo che ad essere precarie sono anche le imprese (qui i dati ci dicono cose molto interessanti) e che imprese più solide producono posti più stabili, quindi dobbiamo promuovere politiche e strumenti più efficaci nei loro confronti e contemporaneamente misure efficaci in materia di lavoro.

Ci saranno proposte anche per le competenze legislative della Regione, certo non marginali, in materia di lavoro, formazione e innovazione. C’è stata una bella stagione, culminata nel 2005 con le leggi regionali sul Buon Lavoro e sull’Innovazione: oggi in una situazione certo cambiata possiamo e dobbiamo intervenire in tale senso.

RIPARTIAMO DA QUI: UN NUOVO PATTO DI DIALOGO E CONFRONTO CON I TRIESTINI

Noi ripartiamo da qui.
La scelta di fare un incontro pubblico questa mattina a SAN GIACOMO non è casuale: è il luogo dove nel 2011 avevamo ottenuto tra i risultati migliori ma che domenica non ha riconfermato questo sostegno.

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Perché?
Certo, possiamo trovarci l’alibi dell’insoddisfazione nei confronti delle politiche nazionali o regionali, ma sarebbe appunto un alibi.

La verità è che alcune cose magari non sono state fatte, oppure non sono state fatte nel modo atteso, oppure non sono state fatte CON i cittadini.

Abbiamo la consapevolezza di questo, abbiamo fatto tesoro di questo e con grande umiltà raccogliamo questo forte segnale. Ma ripartiamo oggi per giocare una nuova partita, perché la vittoria è alla nostra portata.
A tutti i cittadini che nei prossimi dodici giorni dovranno decidere a chi affidare la guida di Trieste noi proponiamo un NUOVO PATTO basato sul dialogo e sul confronto diretto e diffuso.
SU TUTTI I TEMI DELLA CITTA’

Vogliamo continuare a progettare sempre di più un bel futuro per la città ma lavorare costantemente sui problemi del presente e del quotidiano di tutti.

Si parte da subito. Con un calendario di appuntamenti quartiere per quartiere, associazione per associazione.
Nei prossimi giorni cercheremo quindi di essere dappertutto, in città, proponendo un nuovo patto di governo che verterà su cinque temi fondamentali: sanità e servizi pubblici, ambiente, lavoro, periferie e giovani.”

Grazie per esser stati presenti così numerosi questa mattina e son cose credetemi che scaldano il cuore!

IL MINISTRO FRANCESCHINI A TRIESTE

Oggi Dario Franceschini, Ministro di beni e delle attività culturali e del turismo, è tornato a Trieste.

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Un grande progetto di portata nazionale. Così il Ministro  ha definito la possibilità di unire in un percorso ferroviario turistico-culturale il Museo Ferroviario e il suo ricco patrimonio storico, destinati a essere presto valorizzati e rilanciati, con il Castello e il Parco di Miramare. Questi ultimi saranno inseriti tra i nuovi dieci grandi musei che avranno autonomia contabile, amministrativa e gestionale, un comitato scientifico e un direttore scelto con procedura di selezione internazionale, da concludere entro quest’anno, in modo tale che sia operativo da inizio 2017.

Trieste è di nuovo centrale per il governo. Proprio oggi il ministro Franceschini ha annunciato che i 50 milioni del Cipe per Porto Vecchio sono solo l’inizio.
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Ho portato il Ministro anche al Pedocin per raccontargli una storia e una tradizione uniche, che ispirano articoli e servizi televisivi da tutto il mondo e recentemente un documentario presentato a Cannes. È una realtà quella del Pedocin che dobbiamo e vogliamo conservare e valorizzare.
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IL RISANAMENTO E IL RILANCIO DEL VERDI

Azzerati i 23 milioni di euro di debito con le banche trovati nel 2011

Oggi ho incontrato le lavoratrici e i lavoratori del Teatri Verdi, per ricordare assieme l’importante lavoro di questi anni.

Quando sono diventato Sindaco nel 2011 ho trovato il Verdi in una situazione drammatica e in un declino che sembrava irreversibile, oberato da un debito con le banche di 23 milioni, oltre a 4 milioni di debito nel bilancio appena chiuso e a una serie di nove bilanci negativi su dieci negli anni precedenti. E non c’erano soldi in cassa per pagare gli stipendi. Una situazione pre fallimentare.

Grazie al lavoro squadra fatto insieme da Comune, Regione e dalla Fondazione con tutti i suoi dipendenti, la situazione è stata completamente ribaltata. Intervenendo sulla razionalizzazione dei costi e creando le premesse per presentare un piano che ottenesse il sostegno del Governo, si è ribaltata la situazione. Oggi non solo il debito è stato azzerato e i conti sono sotto controllo ma,soprattutto, il Verdi è tornato a essere un punto di riferimento nel panorama della lirica in Italia.

I dipendenti confermano che il Verdi sta vivendo ora una nuova vita: sono aumentati sia gli abbonati che il pubblico, non solo locale, richiamati dall’interesse suscitato delle produzioni e dalla qualità delle stagioni. Il Teatro è tornato a essere un punto di riferimento per la regione – la Boheme dopo l’ ultima replica in città sarà domani a Udine – e un ambasciatore culturale di Trieste oltre confine come dimostrano la collaborazione con Lubiana e i concerti a Sarajevo.

Nei prossimi giorni iincontrerò anche gli altri teatri triestini, a cominciare dallo Stabile, che tra il 2009 e il 2011 aveva avuto perdite di esercizio rilevanti che ne avevano messo a rischio l’esistenza.

Anche in questo caso l’Amministrazione uscente nel 2012 ha determinato una decisiva inversione di tendenza. Incontrò anche La Contrada al cui fianco ha affrontato un momento difficile, adoperandosi al fine di garantire un futuro a questa importante espressione del teatro popolare triestino.

Dobbiamo essere tutti orgogliosi di questo preziosissimo patrimonio culturale di Trieste, e continuare a tutelarlo e a valorizzarlo come merita.

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FVG-BAVIERA: PRES. SEEHOFER”PORTO DI TRIESTE SCALO PRIVILEGIATO”

L’accordo firmato oggi tra Horst Seehofer, Presidente della Baviera e il Friuli Venezia Giulia è di grandissimo interesse per Trieste.

Nel mio intervento di apertura alla cerimonia ho sottolineato come il nostro porto sia sempre più attivo nei traffici con la Baviera.

E ho ricordato che, tra altro, ho conosciuto quello che poi sarebbe diventato l’attuale Commissario dell’Autorità Portuale proprio a Monaco, in occasione di un incontro con gli operatori bavaresi della logistica ai quali presentavo il nostro porto.
I TRAFFICI SONO IN AUMENTO e lo scalo di Trieste può oggi essere considerato il più interessante per la Baviera.

Inoltre la nostra città può offrire il suo sistema scientifico, la sua internazionalità e il suo grande richiamo turistico. Non a caso i flussi turistici nelle due direzioni sono in crescita costante.
I legami tra la Baviera e il nostro territorio sono forti, dunque, sia dal punto di vista storico che per quanto riguarda l’oggi. Ricordo, inoltre, che il Gruppo assicurativo Allianz, per esempio, ha la sua sede generale a Monaco ma ne ha una molto importante proprio qui.
Trieste è sempre più strategica, aperta e al cuore delle relazioni con l’Europa.

Qui il comunicato completo

50 MILIONI DI EURO PER PORTO VECCHIO

Una bellissima notizia per l’immediato futuro di Trieste: il Governo ha deciso un grande investimento di 50 MILIONI DI € su Porto Vecchio che ci consente di accelerare la riqualificazione e la trasformazione dell’area e la sua restituzione ai cittadini!

Nemmeno il mio inguaribile ottimismo mi faceva pensare che, a pochi giorni da quando abbiamo consegnato, insieme a Serracchiani, un dossier con precise proposte di investimento, arrivasse così rapidamente una risposta positiva.
È il risultato di un gioco di squadra con Debora Serracchiani,Ettore Rosato, Francesco Russo e con il Governo. Da oggi il Porto Vecchio di Trieste è una PRIORITÀ NAZIONALE e questo faciliterà anche l’attrazione degli investimenti privati!

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Di seguito il comunicato completo:

Giornata storica per Trieste. Così è stata commentata stamane nel corso di una conferenza stampa, la notizia che il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) nell’ambito del piano di finanziamenti approvato ieri (1 maggio) da Palazzo Chigi, ha assegnato a Trieste 50 milioni per la rivitalizzazione del Porto Vecchio. Il Sindaco accanto al Commissario dell’Autorità Portuale di Trieste Zeno d’Agostino, dopo i doverosi ringraziamenti in primis al Governo e a tutti coloro che facendo ‘gioco di squadra’ hanno contribuito a questo importante risultato per la trasformazione di ‘un polo pulsante’ della città, ha annunciato l’avvio della prima fase di programmazione degli interventi e, nei prossimi giorni, un primo incontro pubblico con l’Advisor Ernst&Young incaricato per la realizzazione del piano strategico di valorizzazione del sito.
In sostanza, è stato detto, non si tratta di una mera operazione privata ma di una grande operazione di ristrutturazione urbana dal valore simbolico sul mercato internazionale, a dimostrazione che in Italia si può investire. Infatti sono state create le condizioni per interventi infrastrutturali che contribuiranno ad attrarre nuove crescenti opportunità di investimento in Porto Vecchio con la realizzazione dei nuovi poli culturali e della ricerca scientifica, come l’Icgeb, e insediamenti di interesse pubblico. Saranno eseguite le necessarie boniche e predisposti nuovi collegamenti viari tra il Molo VII, Barcola e il Carso per creare collegamenti via bus e rotaia con il centro storico in un’unica soluzione. E il prossimo anno cittadini e turisti si potranno recare al mare anche in treno.

TRIESTE PER TUTTI

Abbiamo presentato “Trieste Per Tutti

Un progetto per portare a cittadini e turisti strumenti di informazione sulla città senza barriere, non solo architettoniche ma anche e soprattutto culturali e ideologiche, che allontanano i SOGGETTI PIU’ DEBOLI (persone con disabilità, anziani, chi ha particolari esigenze) da una piena fruizione della città e delle sue attrattive.

Luoghi di interesse, cinema, parchi e giardini, tutti gli edifici della città segnalati in modo chiaro ed evidente nella pianta di Trieste e accessibili a tutti.

Nel rispetto di quanto asserito nella Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità (2006), ciascuno di noi ha diritto ad una vita indipendente, ad una reale, piena autonomia nelle grandi e piccole decisioni riguardanti la propria quotidianità, anche nelle scelte che riguardano un viaggio o un soggiorno a carattere turistico. Questo è l’obiettivo del progetto Trieste per Tutti, nato nell’ambito di una sinergia tra il tavolo tecnico denominato LabAc – Laboratorio Accessibilità – progetto promosso dalla provincia di Trieste con fondi L.R. 41/96 e inserito nei Piani di Zona 2013-2015– e l’Amministrazione Comunale di Trieste, partner coinvolti in azioni per un concreto impegno civico ed istituzionale verso le fasce deboli di popolazione.

Il progetto Trieste per Tutti mira a definire alcuni strumenti per offrire informazioni utili ai visitatori e ai cittadini con disabilità e/o con esigenze speciali che vogliono organizzare e gestire una visita della città, fruendo di strutture e servizi di interesse pubblico, ricreativo, culturale e di ospitalità.

Le recenti esperienze improntate ad una progettazione inclusiva e universale applicata a tutti i campi disciplinari hanno mostrato che abbattere le barriere materiali e immateriali crea vantaggi non solo ai diretti interessati, ma a tutti, ovvero vantaggi economici e sociali in termini di nuove opportunità anche occupazionali, di miglioramento della qualità della vita, di integrazione sociale e di pari opportunità.

Il progetto Trieste per Tutti si pone in quest’ottica. Il portale è concepito come un luogo dinamico e costantemente aggiornato, e si presenta anche come un’occasione per gli utenti di fornire in maniera costruttiva e consapevole tutte quelle informazioni che contribuiranno al miglioramento della qualità dei servizi e degli spazi. Con il tempo, le sezioni si potranno arricchire con nuove informazioni, per esempio su itinerari turistici di interesse paesaggistico, storico e/o culturale, o su altre strutture per l’ospitalità o la ristorazione.

Tutte le informazioni riportate vogliono favorire scelte consapevoli da parte dei turisti con disabilità o con esigenze speciali, in funzione delle loro capacità e funzionalità specifiche. Gli strumenti pertanto non offrono giudizi di accessibilità ma si limitano a riportare informazioni relativamente all’assenza di barriere sensoriali, percettive e architettoniche in spazi urbani e edifici di pubblico interesse, alla presenza di elementi facilitatori e alla funzionalità di spazi e attrezzature, nonché per una fruibilità piena dei contenuti relativamente a siti di interesse storico-turistico-culturale.

Vai al portale!

LA MIA IDEA DI CITTA’ METROPOLITANA

Sgombriamo il campo da qualsiasi dubbio:
1) la città metropolitana è una grande opportunità
2) sono favorevole da tempo alla sua creazione

La difendo non a parole, ma costruendola con i fatti insieme a chi la deve fare con noi.
Non è un caso che l’altro giorno fossi a Monfalcone a ragionare SU COSA Monfalcone si aspetta dall’Area Metropolitana, visto che dobbiamo farla INSIEME.

E smettiamola di parlarne solo tra di noi in modo AUTOREFERENZIALE. E pensando che la città metropolitana sia la panacea di tutti i problemi della nostra città (per fortuna pochi).

IL NOSTRO IMPEGNO PER LA FERRIERA

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In qualità di Sindaco, e quindi rappresentante della nostra comunità, della sua aspettativa di lavoro e del suo diritto alla salute, ritengo doveroso ribadire la posizione dell’amministrazione e condividere con voi il mio pensiero, su quello che da 15 anni è il più delicato problema della città, la ferriera.
Nel farlo, mi rivolgo a tutti i cittadini, coloro che oggi manifestano, coloro che scelgono di non farlo, coloro che lavorano in ferriera o sperano di trovarvi presto lavoro e a tutti coloro che sono desiderosi di una soluzione.
La manifestazione del 31 gennaio, mette al centro tre temi fondamentali: salute, ambiente e lavoro.

 La ferriera è stata ed è la sfida più difficile di questi miei cinque anni: un’eredità resa ancor più drammatica da chi nel passato, troppo impegnato a far promesse, non ha saputo prendere decisioni concrete per fare un passo avanti, né verso la chiusura né verso la riqualificazione.
Nell’Italia di oggi abbiamo tutti capito una cosa: la scelta peggiore è non fare alcuna scelta, rimandare l’assunzione di un impegno. Noi abbiamo fatto la nostra scelta, concreta e responsabile, confermando che, se la soluzione non sarà quella prospettata, chiuderemo l’area a caldo.
Sono stati cinque anni difficili, ma fatti di azioni concrete, come le 4 ordinanze, l’aumento delle centraline, il dialogo costante e trasparente con i cittadini e le associazioni, e la collaborazione con gli enti che ci ha permesso di inserire nell’AIA molti vincoli all’azienda.
Scelte da cui si può dissentire, ma prese nella convinzione di salvaguardare quegli stessi diritti che portano oggi alcuni di voi in piazza: salute, ambiente e lavoro.

 Oggi si chiede chiarezza dopo il 31 dicembre, data che segnava la fine di alcuni importanti interventi sugli impianti.
Su questo voglio essere chiaro. La compatibilità dell’area a caldo si misura lungo 3 parametri: emissioni, rumorosità e depositi di polveri.
1) Emissioni: per quel che riguarda il benzo(a)pirene, l’impianto di aspirazione è entrato progressivamente in funzione da agosto e sembra dare buoni risultati, destinati prevedibilmente a migliorare quando, dopo la sua insonorizzazione entro febbraio, potrà operare a pieno regime anche di notte.
Osservando i dati della centralina di San Lorenzo in Selva, dal valore di 6,5 del 2010 siamo scesi al valore di 1.5 registrato nei primi 7 mesi del 2015 e negli ultimi mesi siamo sotto il limite di legge di 1. Tendenza di cui aspetto conferma.
Per quanto riguarda le PM10, gli interventi sull’area dell’altoforno devono essere valutati in una finestra temporale più ampia, che non risenta di variabili come le condizioni climatiche, troppo favorevoli nei primi 20 giorni di gennaio e troppo avverse nell’ultima settimana.
Oggi a Servola i dati testimoniano una presenza di PM10 simile a quella di piazza Libertà o degli altri centri come Udine e Monfalcone. Nonostante questo, come è noto, ho emesso nei giorni scorsi un’ordinanza di limitazione alla produzione, perché, di fronte a condizioni avverse, anche l’azienda deve fare la sua parte.
2) Inquinamento acustico: i vincoli dell’AIA impongono il superamento del problema, ma già il 28 febbraio Siderurgica Triestina dovrà aver terminato i lavori di insonorizzazione delle sorgenti più rumorose.
3) Depositi di polveri: questo rappresenta uno dei maggiori disagi per alcuni abitanti della zona. Siderurgica Triestina sta lavorando sui nuovi impianti di filtraggio e captazione delle polveri, ma il monitoraggio del loro funzionamento dovrà coprire una finestra temporale più ampia, per verificarne l’effettiva efficacia.

 Questo non è per noi un punto di arrivo ma un punto di partenza. La situazione delle emissioni è in miglioramento, ma per dare a Servola la qualità della vita di cui ha diritto bisogna completare il lavoro sulle polveri depositate e sui rumori. Nei prossimi mesi avremo dati più completi per un pronunciamento definitivo sull’efficacia dei nuovi impianti o sulla necessità di chiudere l’area a caldo.
In questa fase voglio che ci sia sempre la massima chiarezza verso tutti i cittadini, per questo ho deciso di fare una conferenza stampa ogni mese.
Infine, chiedo ai manifestanti, coloro che si riconoscono nel manifesto originale, che chiedeva chiarezza e tutela di salute e lavoro, di non abbandonare l’indipendenza e l’autonomia del loro giudizio di fronte alle molte realtà che stanno salendo sul loro carro e cercano di manovrarlo a fini politici.
Oggi alcuni manifestano legittimamente la loro preoccupazione, se da domani i promotori vorranno avere un confronto diretto saranno i benvenuti.