TRIESTE, IL TURISMO CONTINUA A CRESCERE

Parliamo di turismo a Trieste e sgombriamo il campo dagli equivoci ribadendo che, anche quest’anno, come nel 2012, il turismo a Trieste cresce. Mi riferisco al turismo che normalmente viene definito “leisure”, ovvero il turismo da vacanza e tempo libero, mentre le presenze in assoluto fanno i conti con il calo del turismo business, ovvero di chi viaggia per lavoro in relazione, ad esempio, a viaggi d’affari ( aziende quali, Wärtsilä, Allianz, Fincantieri e Assicurazioni Generali): come si sa, questo tipo di turismo è in calo in tutta Europa, dunque, anche nella nostra città.Nel turismo che cresce le punte sono da un lato i turisti stranieri, e basta girare la città per vederlo, e in modo significativo le scolaresche. Consideriamo un altro aspetto: la città, con tutti i suoi problemi che appassionano i dibattiti al suo interno, piace e affascina sempre di più. Dopo l’importante riconoscimento giunto nel 2012 dalla classifica delle dieci città affascinanti da scoprire al mondo, firmata Lonely Planet , dove Trieste figurava al primo posto, è di qualche settimana fa il dato del portale Booking.com che indica nel 98% la percentuale di soddisfazione fra i visitatori di Trieste a fronte 95% Pisa, di un 96% di Budapest 95% di Lisbona.  Anche su questo punto bisogna essere chiari: Trieste si presenta come una città bella, ben curata e questa non è una mia impressione ma è l’immagine che trasmettono i tantissimi visitatori. Trovo giusto non essere mai del tutto soddisfatti, così si hanno più stimoli per migliorare, ma non è bene assumere un atteggiamento negativo e pessimista a oltranza.

I dirigenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali , che ho incontrato in Soprintendenza, mi hanno dimostrato il loro entusiasmo per la città, di cui hanno apprezzato la bellezza, la cura e la manutenzione. Tanto per fare un esempio, quella che in molti commenti viene considerata una zona degradata, ovvero quella della stazione centrale, non è nemmeno paragonabile alle situazioni molto più critiche che si incontrano in analoghe zone nella gran parte delle città italiane. Non vi sono dubbi che per incoraggiare la vocazione turistica vanno risolti alcuni problemi che riguardano certe strutture della città, che se migliorata possono aumentare l’attrattività e il fascino di Trieste. Ne cito due perché sono quelle di cui mi sto occupando più attivamente. La prima, più semplice, è quella del storico Tram di Opicina, che ci vede impegnati, pur con le limitazioni pesanti del patto di stabilità nell’ambito dei lavori pubblici, a far iniziare i lavori entro il 2013 e, conseguentemente, a rimetterlo completamente in funzione entro l’inizio del prossimo anno, magari prevedendo che una prima ripresa, fino a Campo Cologna, possa essere realizzata in anticipo su questa data. La seconda riguarda, invece, il Parco di Miramare. Il Parco vive la stessa condizione di difficoltà, e per certi versi di degrado, di molti beni monumentali ed artistici dello Stato, che per difficoltà burocratiche, carenze di fondi o, in alcuni casi, incuria li lascia in uno stato di abbandono.Penso alla Reggia di Caserta, penso alle aree archeologiche di Pompei ma l’elenco, purtroppo, potrebbe continuare. In queste situazione, oggi, il Comune non può intervenire direttamente e da qui deriva la mia proposta, fatta al precedente Governo e ribadita a quello da poco in carica, di un accordo di programma che potrebbe lasciare, per esempio, alla Soprintendenza la cura del Castello e attribuire a soggetti del territorio quella del parco. Con un modesto biglietto d’entrata, che potrebbe essere di 2/3 euro e che varrebbe come abbonamento annuale per i triestini, avremmo le risorse per creare posti di lavoro stabili e avere un parco di straordinaria e invidiabile bellezza. Se il Ministero dà il via libera noi siamo pronti a farlo. Inoltre, elenco qui di seguito una serie di altri interventi che l’Amministrazione comunale fa per migliorare la qualità dell’offerta turistica e l’attrattività della città. Nonostante i tagli di risorse anche quest’anno Trieste Estate ci sarà; avrà un programma vario e articolato che verrà presentato in 4 lingue (italiano, inglese, tedesco e sloveno) e che offrirà spettacoli dal vivo ed eventi culturali di vario genere ai cittadini e ai turisti da giugno a settembre. Ovvio? Non tanto visto che Udine ha semplicemente azzerato, per quest’anno, Udine Estate!

La promozione e la valorizzazione dei rapporti internazionali serve anche a incoraggiare i flussi turistici: dopo gli scambi già avviati con Lubiana, vanno in questa direzione l’attuazione del gemellaggio con la città austriaca di Graz e gli eventi per dare il benvenuto alla Croazia nell’Unione Europea, manifestazioni che presenteremo la prossima settimana e che si svolgeranno da luglio a dicembre di quest’anno. Rimanendo in tema di eventi, dal 6 settembre fino alle festività natalizie il Salone degli Incanti sarà la sede della mostra di uno dei più grandi artisti contemporanei, Jannis Kounellis, che proprio a Trieste dedicherà la creazione di un’apposita esposizione.

Sempre con la finalità di aumentare l’appeal della città e incrementare i flussi turistici sosteniamo Its, il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, Trieste Mare e Vitovska in Pescheria e abbiamo riportato in città i grandi concerti rock, Bruce Springsteen nel 2012 e i Green Day nel 2013. Nel frattempo l’Assessore Edi Kraus sta lavorando per una collaborazione, sempre più stretta, con Promotrieste e TurismoFvg, per integrare meglio le diverse funzioni e competenze in modo che vi sia un’unica e sinergica regia. Inoltre, l’apertura del Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez, i cui lavori sono in corso, e la realizzazione del Museo della Scienza nel 2014 offriranno nuovi punti d’interesse per attrarre visitatori. Trovo doveroso mantenere e valorizzare l’esistente, ovvero quel mix di patrimonio storico, architettonico e artistico di Trieste e quell’identità di città europea che tanto colpisce chi la visita è, oggi, la priorità: in questa direzione vanno gli itinerari nel campo della letteratura, della multiculturalità anche religiosa, della storia e dell’arte che stiamo tracciando. Il discorso potrebbe continuare estendendosi a crociere, centro congressi, Porto Vecchio e mi riprometto di farlo, ma ciò che mi premeva era sottolineare quanto sia concreta e attuale questa vocazione turistica, quali risultati ci siano e quali sono i campi più immediati su cui stiamo lavoriamo come amministrazione.

 

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